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Tag: letteratura italiana
Ale passeggiava con Pedro, il suo cane messicano. Era sera. Stretta nel cappotto verdognolo, in feltro, tastava la tasca della giacca per verificare di avere con sé l’accendino, le capitava spesso ultimamente di dimenticare le cose, di perderle. Ultimamente, viveva…
Bruciare tutto. Viene in mente questo titolo di Siti leggendo Il giorno in cui diedi fuoco alla mia casa di Francesca Mattei (Pidgin, 2021), e non solo per l’affinità “ignea” dei titoli: c’è qualcosa che viene rovesciato, disatteso, infranto, in…
Il cielo era opaco. La sera prima il telegiornale aveva parlato di bombe d’acqua, venti a velocità inaudite, alberi caduti, strade come fiumi. Si pronosticava un evento di proporzioni bibliche che avrebbe lavato via gli strascichi di un’estate bollente, ma…
Se ci fosse davvero una parola magica la userei o proverei a dare qualsiasi cosa per dimenticarla? La piccola raccolta di sedici racconti di Sergio Oricci, Volevo essere Vincent Gallo, ha la peculiarità di trascinare in un mondo che, a…
La pioggia aveva smesso di cadere e il vento soffiava teso e gelido, incurante del calendario, Amir avanzava, piegato in avanti sotto le raffiche, mentre le fronde degli alberi sibilavano come serpenti infuriati; le loro ombre si contorcevano sinistramente sulla…
Ho sempre avuto una certa difficoltà a esprimere ciò che desidero. Raul, il mio psicologo, mi diceva sempre – Carla, prova a dire “voglio” anziché “vorrei” – anche se non sapevo ancora per cosa valesse la pena dire “voglio” o…
I vestiti che non metti più di Luca Murano sono racconti, più o meno brevi, raccolti nell’ Edizione Dialoghi e racchiusi in una collana intitolata “ Intrecci”. CondividiFacebookTwitterEmailRedditTumblrLinkedin
L’uomo che racconta questa storia fa un lavoro delicato, fragile e importante: cerca di salvare chi non c’è più, insinuandosi nelle ferite di chi si è tolto la vita e di riparare ai gesti estremi, colpevoli. In altre parole, l’uomo…
Un giorno, salendo le scale di casa, le vidi. Erano al terzo piano, davanti alla porta del Preside della scuola in cui insegnavo disegno. Le bambine stavano in piedi, sopra lo zerbino. Io feci finta di niente e passai oltre,…
