Quaerere consiglia – Settimana n. 8

Ottava puntata della rubrica “Quaerere consiglia”: una volta a settimana, per tutta l’estate, un membro a turno della redazione darà i suoi consigli letterari per l’estate: sette libri per sette giorni, così da dare degli spunti di lettura di ogni genere e sorta. Questa è la settimana n. 8, clicca qui per leggere i consigli della scorsa settimana. Ti aspettiamo ogni lunedì per nuovi consigli letterari fino a settembre!

José Saramago, Cecità

Un libro di un’attualità sconcertante quello del premio Nobel portoghese José Saramago che pubblica Cecità solo nel 1995. Si tratta di un romanzo distopico che narra di una pandemia improvvisa, una cecità che colpisce rapidamente tutta la popolazione di una città, fino a doverne ridefinire le regole base di società e convivenza. La brutalità e l’egoismo dell’uomo di fronte al proprio dolore sono poste in primo piano e sono rese magistralmente dalla scrittura dell’autore: una sorta di lungo flusso di pensieri con poca punteggiatura e discorsi diretti non virgolettati.
Da leggere e rileggere soprattutto in tempi delicati come questi.

Cesare Pavese, La luna e i falò

La luna e i falò, pubblicato nel 1950, è l’ultimo romanzo di Cesare Pavese.
Il tema principale è la nostalgia che vive il protagonista, orfano di un paesino delle Langhe di ritorno dall’America. Anguilla, questo il nome del personaggio principale, vive la condizione paradossale di ogni migrante, che, tornando al proprio paese d’origine, si rende conto di quanto tutto resti immobile e, allo stesso tempo, sia mutato.
La luna scandisce le stagioni e gli eventi della vita di campagna che assume, grazie alla scrittura di Pavese, connotati quasi mitici.
I falò ricordano la guerra, ora finita, ma ancora fresca nella mente da lasciare nei personaggi delle profonde cicatrici.

Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo

Jack Frusciante è uscito dal gruppo può essere considerato un romanzo-guida sia per gli adolescenti di ieri, visto che il romanzo di Brizzi è stato pubblicato nel 1994, ma anche per quelli di oggi.
Alex D., diciassettenne bolognese, si trova, infatti, a fare i conti con l’inizio della vita adulta, condizione universale dei ragazzi di ogni epoca.
Chi come lui non ha sentito a quell’età la voglia di emanciparsi, prendersi le proprie responsabilità, scoprire l’amore ma soprattutto sentirsi “fuori dal coro”?
Brizzi caratterizza ancor di più il romanzo con un linguaggio-slang, vivace ed espressivo, tipico dei giovani che permette di individuare ancor di più le emozioni tipiche dell’adolescenza da lui descritte.

Shirley Jackson, La luna di miele di Mrs. Smith

Una raccolta di racconti gotici e di commedia grottesca – in puro stile jacksoniano – pubblicati postumi dai figli dell’autrice e tradotti in italiano da Adelphi nel 2020.
Si tratta di testi per lo più destinati a riviste dell’epoca che non tolgono niente ma anzi esaltano la scrittura dell’autrice, conosciuta per i suoi romanzi, visto che, anche nella forma breve, si rivela una perfezionista dello stile.
Tra i suoi temi principali ritroviamo una critica al capitalismo e alla vita coniugale della piccola borghesia degli anni Trenta-Sessanta del Novecento, raccontati con toni beffardi e a tratti surreali, elementi tipici di questa meravigliosa scrittrice.
Chi scrive racconti ha molto da imparare dalla Jackson.

Stendhal, Il Rosso e il Nero

Gli autori francesi dell’Ottocento, mai come altri, hanno saputo trasmetterci una fotografia accurata della società corrotta e decadente del loro tempo. Lo fa anche Stendhal con il suo capolavoro Il Rosso e il Nero ambientato in piena Restaurazione, dove, attraverso gli occhi del protagonista, Julien Sorel, riconosciamo i vizi dei borghesi, le loro ambizioni senza scrupoli, la dignità calpestata pur di fare carriera. Julien stesso è un giovane di bassa estrazione sociale che tenterà ogni strada, la carriera militare (simboleggiata dal rosso) e poi, consapevole dell’impossibilità di quest’ultima quella religiosa (simboleggiata dal nero) pur di soddisfare la sua ambizione di successo fino alla sua rovinosa caduta.

Primo Levi, Se questo è un uomo

Tra le innumerevoli testimonianze dell’Olocausto, Se questo è un uomo resta, a mio parere, la più grande opera mai scritta. Un imperdibile romanzo autobiografico – basato sulle esperienze realmente vissute dall’autore – che non ha l’impronta del saggio ma piuttosto del romanzo, e che definisce Primo Levi, fin da questa sua prima opera, non solo un testimone importante ma anche e soprattutto un grande scrittore.
L’obiettivo è quello di raccontare gli orrori vissuti nei Lager e tramandarli alle generazioni successive, per non dimenticare e per fare in modo che la storia non si ripeta.
Un libro immancabile della nostra letteratura novecentesca.

Jonathan Bazzi, Febbre

Febbre è il romanzo autobiografico dell’esordiente Jonathan Bazzi, candidato al premio Strega nel 2020. L’autore narra principalmente la scoperta della sua malattia (nel 2016 scoprirà di essere affetto da HIV), della sua reazione e di quella degli altri, del tentativo di arginare il dolore di una patologia su cui si hanno ancora troppi pregiudizi e infine, parallelamente, di come sia stato condizionato dalla sua infanzia nella periferia di Rozzano, che ci descrive in modo schietto e sincero.
Lo stile dell’autore è marcato da periodi brevi e frammentati che non possono che rispecchiare pienamente la condizione dei giovani di oggi.
Febbre è un romanzo da leggere non solo per guardare in faccia una malattia che ci tocca sempre più da vicino e che oggi non ci deve più spaventare come prima, ma anche per assorbire un po’ del coraggio dell’autore, che ha saputo svelarci le sue debolezze rivelando al tempo stesso una grande forza.

Redazione

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