Barack visse con noi solo due mesi, era un brillante giovane originario di Israele che come lavoro faceva l’analista della grafia. Ci raccontò che nel suo paese aveva lavorato come esperto forense e che emigrò ad Amsterdam per cercare fortuna…
Autore: Redazione
Quelli mi avevano contattato attraverso un gioco. Erano dei fottuti malati. Io, con qualche amico, avevo scaricato quest’app sul telefono. Un passatempo stupido, da fare nei momenti morti. Uccidere la lettura, per far morire lentamente il nostro cervello. Ne sono…
Il presente articolo è la terza parte di una serie di tre articoli riguardo alchimia e psiche. Rispettivamente, i tre articoli sono: “Il teatro come metafora della psiche, tra il maschile e il femminile”, “Psiche e Coscienza” e “Conclusioni: la crescita”. Clicca…
In certe ore del giorno la stazione di Milano sembra un formicaio con il via vai di facchini, macchinisti, capitreno, viaggiatori e tutta quella gente che nessuno sa perché sta lì, pur non dovendo né partire né aspettare un ritorno….
Il presente articolo è la seconda parte di una serie di tre articoli riguardo alchimia e psiche. Rispettivamente, i tre articoli sono: “Il teatro come metafora della psiche, tra il maschile e il femminile”, “Psiche e Coscienza” e “Conclusioni: la crescita”. Per…
Le ultime persone che lo videro dissero di averlo scorto camminare lungo la A2, l’autostrada che collega Berlino alla Polonia, con in mano la custodia di un violino e sulle spalle un piccolo zaino di pelle. Il giorno del suo…
Il presente articolo è la prima parte di una serie di tre articoli riguardo alchimia e psiche. Rispettivamente, i tre articoli sono: “Il teatro come metafora della psiche, tra il maschile e il femminile”, “Psiche e Coscienza” e “Conclusioni: la…
E fu così che il sole decise di saltar fuori dalle nuvole proprio nell’attimo in cui lui passava davanti a quella vetrina.L’improvviso balenio lo schiaffeggiò bruscamente, abbacinandolo e costringendolo a bloccarsi nel bel mezzo del marciapiede. Scrollò la testa, frastornato,…
Caro figlio, L’educazione e il sistema scolastico nazionale mi impongono di iniziare questa lettera con l’aggettivo “caro” succeduto dal sostantivo “figlio”, ma tu mi sei tutt’altro che caro e purtroppo sei mio figlio. Evito di scrivere il tuo nome per…
Ricordo la prima volta che sono stato con una donna per denaro, a vent’anni, una vita fa praticamente: accadde in pieno autunno, in un piccolo bordello di Berlino in cui mi ero rifugiato dopo la scazzottata con Marco. CondividiFacebookTwitterEmailRedditTumblrLinkedin
