“I Racconti della Sesta Luna”, una raccolta de “La compagnia di Moony”

La compagnia di Moony, I Racconti della Sesta Luna
All Around, 2021

Un po’ esperimento, un po’ esercizio di scrittura, la raccolta di racconti edita da Edizioni All around è simpatica, fresca e “leggera”, anche quando si tratta di tematiche più dure e scottanti.

Frutto delle lezioni di Moony Witcher, al secolo Roberto Rizzo, i racconti selezionati per la raccolta sono quelli degli autori, o forse sarebbe meglio dire delle autrici, de “La Compagnia di Moony”. Dico autrici perché dei dodici racconti presenti, undici sono scritti da donne.

“La scrittura è madre di tutti i mondi interiori dell’uomo”. Esordisce così questo libro.

Come dar torto a questa affermazione? Seppur strutturati in modo semplice, questi racconti provano ad abbracciare le emozioni, i dubbi, le sofferenze dell’uomo, esplorando un ventaglio ben vario di sentimenti ed esperienze, forse persino autobiografiche.

Una delle tematiche scelte, la morte, la ritroviamo nel racconto di Camilla Carniello, “Binario 5” e in quello di Maddalena Spazzini, “La ragazza che non sapeva sognare”: entrambe le autrici affrontano col proprio stile un ultimo viaggio desiderato e scongiurato, inseguito ma a tempo stesso temuto, non disdegnando colpi di scena dai vaghi toni thriller.

La paura dell’abbandono e la paura stessa invece sono il fulcro centrale del racconto di Valentina Copani, che ho citato in apertura, dal titolo “Onyrica”, l’ignoto e la morbosità, la frustrazione e il cringe sono colonne portanti di “Quälen” di Paolo Ippedico, gli abusi e il catcalling protagonisti veri e propri delle storie “Carezze” di Denise Storni e “Anche la luna sorride” di Cinzia Vianini.

Particolarmente evocativo il racconto di Annalisa Grulli, “L’estate interrotta”, che ci porta a Positano: a smentire il mood sempre giocoso con cui ci si avvicina a un’ambientazione del genere, l’autrice preferisce lavorare in senso contrario e parlarci di ciò che giocoso non è.

Troviamo poi dell’onirico inquietante in “Nebbia densa odore di zucchero filato” di Valentina Villani, della rabbia mal contenuta in “Il cazzotto” di Giovanna Ruffatto, una conversazione tra cavalli con la storia di Macri Puricelli “La conversazione”, un amore acerbo appena sbocciato, che quasi sembra tirato via dalle pagine di un diario adolescenziale, in “Amore per caso” di Sonia Scalia, degli orologi e le loro ossessioni in “L’orologio della torre” di Monica Cucinelli, e dunque tutta una serie di tentativi di ricerca non solo in senso di forma corretta, ma soprattutto di indagine emotiva che provano a empatizzare, dal proprio microsistema, con i lettori. O forse sarebbe meglio dire, provano a chiedere ai lettori di ritrovarsi emotivamente nei racconti della raccolta.

Chiaramente dipende dall’attitudine di ognuno, dalla portata delle proprie esperienze, ma credo che ci sia un discreto potenziale affinché questa immedesimazione avvenga. Nonostante questo, il “difetto” che si riscontra in ogni racconto è l’essere inconcludenti.  A volte mi sono chiesta del motivo di un brusco arresto, o del perché di una chiusura o di un’altra. Si avverte con cristallina precisione che si tratta di racconti costruiti con attenzione e con un certo lavoro di limatura e cura, ma avrei voluto più sostanza, più passione, una trama ben definita, perché è pur vero che si tratta di racconti, ma i racconti non sono altro che romanzi in miniatura e come tutti i romanzi, bisognosa di una vera e forte struttura.

Sarei curiosa di leggere un secondo volume e valutare se e come l’evoluzione delle autrici e degli autori possa trovare terreno fertile in quest’arte che è la scrittura.

Ma la bellezza, io penso, quando così potente,
inneggia molto di più al profano che al sacro”.
“I racconti della sesta luna” – L’estate interrotta, Annalisa Grulli

Redazione

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