Non riuscivo ad avere certezza di niente. Ero quieto, tranquillo.Che ore fossero lo immaginavo: le due, le tre del pomeriggio. Ma non mi alzavo. Lo sapevo che stavano là fuori e volevo che schiattassero. Erano venuti a prendermi? Che aspettassero.Sentivo…
Tag: racconto inedito
«Funziona, Dottor Caroli.» «Funziona, sì. Fin troppo bene. Fin troppo.», rispose il medico con un tono agrodolce, leggendo il tracciato, mentre nella sua testa si mischiavano dubbi e soddisfazioni. Più i primi che le seconde, ad esser sinceri. Il direttore…
L’alba schiantò dentro la finestra come un tiranno. Dove la ragazza s’era accucciata la luce la sfiorava appena, il divano addossato alla parete, il tavolino di cristallo ancora pieno d’impronte della sera avanti, il vuoto delle camere al di là…
Era primavera e il fotografo, con l’occhio incollato al mirino della reflex, pensava a quell’indomabile istinto che induce milioni di uccelli ogni anno a spostarsi dai luoghi temperati per raggiungere latitudini più settentrionali in cui nidificare. La sua maggiore ambizione…
Lo specchio di fronte alla sua camera era distrutto. I pezzi di vetro disseminati lungo il pavimento lucido. La bocca spalancata lasciava intravedere al suo interno le fauci di quella bestia feroce. Laconico, inseguiva la sua immagine come un anacoreta…
È ancora lì, lo sento. Avanzo carponi sul parquet. Forse non si aspetta un mio arrivo dal basso, magari è la volta buona che lo colga di sorpresa. Sporgo mezzo viso oltre il bordo della cornice argentata e un brivido…
Non ho neanche quarant’anni e già non digerisco la pizza. Poi finisce che non dormo. E se prendo sonno mi ritrovo in situazioni come questa. Faccio spesso sogni lucidi ma non ero mai stato, in modo consapevole, un uccello. Devo…
– La cosa che non mi aspettavo è quanta folla c’è tutta intorno. Era quello che non smetteva di parlare. Non era esattamente un lui, era più una vibrazione, che percepiva come maschile. Era possibile una cosa del genere? Forse…
Di Lucrezia la mia memoria serba pochi, significativi dettagli: i suoi occhi marroni in cui era facile smarrirsi; i capelli rossi del fuoco vivo dei vulcani e i seni prosperosi, bronzei per effetto del sole che, dalle nostre parti, splende…
— Oggi è il suo ultimo ingresso — dice il portiere. — Buongiorno a lei — dice Edgard. — Come pensa di festeggiare? — … — Non importa. Può tenerlo, il badge, come ricordo. O buttarlo. Veda lei. — Buttarlo?…
