Espansa muffa policefala fa rete di noi fra le mura del mondo. Chiamata, chiamare a raccolta, al risuonare del flauto seguiamo vie di funghi e licheni e al crepuscolo giungiamo all’etereo tempio Aurora. Compariamo, sparsi e dispersi, secondo silenti simmetrie…
Tag: rivista letteraria
Il segnale delle cinture di sicurezza si spense appena l’aereo raggiunse la quota di volo. Il mio vicino di posto non aspettò un secondo di più. CondividiFacebookTwitterEmailRedditTumblrLinkedin
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Quel vicolo era stretto e buio come il buco del culo. Quella sera tornavo da una giornata piena: ero riuscito a parlare con lei, Katie, l’ultima persona che aveva visto Malcom prima che collassasse a terra. CondividiFacebookTwitterEmailRedditTumblrLinkedin
Il mondo descritto da Maria Gaia Belli è totalmente altro dal nostro – c’è una catena montuosa lunga quanto il mondo, ci sono i draghi, c’è un’Accademia militare situata sui monti, dove giovani di ogni tipo e sorta si arruola…
Inutile farsi prendere dall’ansia, adesso. La verità è che è colpa mia, non imparo mai. Tenere un profilo basso, gli occhi e la bocca chiusi, farmi gli affari miei soprattutto perché a quarantotto anni il lavoro come buttafuori mi serve…
“[…] I comuni mortali rimarranno tuttavia dell’idea che queste stravaganti estraniazioni dalla sfera abituale siano per loro prive di importanza, una faccenda relativa a un rapporto privatissimum, sacrale-perverso, tra il dio-inafferrabile e il suo seguito acrobatico. Chi non riesce a…
Per tutta la sera le hanno ripetuto di non allontanarsi. Di stare accanto ai suoi fratelli. Di non parlare con gli sconosciuti. Di non sporcarsi i vestiti. Di restare lì vicino, dove c’è l’ingresso e il grande falò intorno al…
Un bambino retto da quattro braccia è l’immagine attraverso cui siamo stati abituati a guardare il mondo. Quindi l’immagine attraverso cui ci prospettiamo nel futuro. Io, mio figlio e mia moglie. Girato in ogni versione possibile. Resta comunque questo: due…
Bologna, Porta San Mamolo Padre G. è basso, corpulento, occhi azzurri. Sui sessanta. Padre G. percorre la navata, accende alcune candele. Entra nel confessionale, si siede. Una voce sussurra in penombra. CondividiFacebookTwitterEmailRedditTumblrLinkedin
